In una valle dove quasi tutti hanno il tedesco come madrelingua — poco più del novantasei per cento, all'ultimo censimento — il nome del paese è latino. Rifiano compare come Rufian nei documenti dell'abbazia di Benediktbeuern nel 1116, poi come Ruffianis nel 1158 e Rüffian nel 1357, e viene dal nome di persona Rufus o Rufius: vuol dire «la terra di Rufo», con ogni probabilità un proprietario romano. Il paese sta intorno ai cinquecento metri sul versante occidentale della bassa Val Passiria, a nord di Merano, fra i masi e le montagne del gruppo di Tessa, e ha seguito per secoli le vicende di Merano e del Burgraviato, di cui faceva parte.
Quello che gli ha dato importanza, nel Medioevo, è il santuario mariano. La chiesa di pellegrinaggio esisteva già in forme gotiche nel 1310, fu ricostruita in forme barocche nel 1671 e conserva affreschi tardogotici del 1415; il suo campanile, con la finestra campanaria e la cupola a bulbo, è il simbolo del paese, tanto che è l'unica cosa che sta nello stemma comunale, adottato nel 1968. Oggi Rifiano vive di turismo, per il clima mite e per la vicinanza a Merano: ci passa la ciclabile della Val Passiria, che scende da San Leonardo fino a Merano e da lì prosegue verso Bolzano o risale la Val Venosta fino al passo di Resia. Una curiosità amministrativa: nel municipio di Rifiano hanno sede anche gli uffici comunali di Caines.
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