Nel 1845 l'arciduca Giovanni d'Asburgo-Lorena comprò il castello di Scena, e il ventiquattro giugno 1869 fu sepolto qui, nel mausoleo neogotico costruito accanto, dove riposa anche la sua famiglia. Il castello era stato la sede dei signori di Scena, che tennero la signoria dalla metà del dodicesimo secolo circa fino alla loro estinzione, nel 1369, e il loro emblema — un leone rosso che esce da un campo nero, su argento — è lo stemma che il comune usa. Era in uso prima della prima guerra mondiale, poi non più; una delibera del consiglio comunale lo ha ripristinato nel 1967. Dentro il castello si trova la più ampia collezione privata dedicata al combattente tirolese Andreas Hofer.
Il nome è attestato fra il 1116 e il 1122 come Schennano e nel 1270 come Schenan, e i filologi lo fanno derivare da un nome di persona latino, Sconius, presumibilmente un proprietario terriero. Ma c'è una seconda lettura, ed è il motivo per cui a lungo si è scritto Schönna: schöne Au, il bel prato. Il dialetto locale dice ancora Schönnen. Qui, nel Burgraviato, quasi tutti hanno il tedesco come madrelingua — circa novantasette su cento all'ultimo censimento, il resto italiano e una manciata di ladini; e i paesi hanno due nomi ciascuno, Schennaberg e Montescena, Tall e Valle. Dal sesto e settimo secolo cominciarono ad arrivare qui popolazioni dalla Franconia e dalla Baviera; prima di loro, se i filologi hanno ragione, c'era stato un romano con un podere.
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