Il nome è il documento di un confine fra lingue. Compare come Nova nel 1175 e come Nova Teutonica nel 1209, dal latino nova, «terreno messo a coltura da poco», e teutonica: qui abitavano tirolesi di lingua tedesca, mentre la vicina Nova Levante — in tedesco Welschnofen, la Nova «italiana» — era abitata da tirolesi di lingua ladina. Oggi il tedesco è la lingua di quasi tutti, e il ladino è praticamente scomparso: la distinzione che i due nomi registrano non esiste più.
L'insediamento nasce dalla colonizzazione in altura dell'epoca di Mainardo II del Tirolo, e quasi tutti i masi compaiono per la prima volta nel grande censimento che il conte fece fare nel 1288. Già nel 1434 la comunità agiva per conto proprio: un documento giudiziale la chiama «gente e comunità di Tewtschenofen» e la mostra in lite sugli introiti con la nobile famiglia Botsch di Bolzano. La ricchezza, fin dal Medioevo, era il legno: nel 1614 il legname fornito da un maso di qui, il Tschufflerhof, fu usato per il sottotetto del duomo di Bologna. Lo stemma, adottato nel 1969, è lo stesso inventario: il bianco per i giacimenti di dolomite, il rosso per il porfido, un ramo per i boschi.
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