Qui più di nove abitanti su dieci hanno il ladino come prima lingua, e non è un dato folkloristico: San Martino in Badia è il posto dove il ladino si studia e si conserva. Nel castello che domina il paese — Ciastel de Tor in ladino, Schloss Thurn in tedesco, Castel Tor in italiano — ha sede il Museum Ladin, il museo della storia e della cultura ladina; e in paese c'è anche l'Istituto Ladino «Micurà de Rü». Del resto qui ogni luogo ha tre nomi: il comune è San Martin de Tor, San Martino in Badia e Sankt Martin in Thurn, e lo stesso vale per le sue frazioni — Antermëia, Antermoia, Untermoi; Lungiarü, Longiarù, Campill; Picolin, Piccolino, Pikolein. Fra il 1923 e il 1928, invece, il comune si chiamò soltanto San Martino: gli altri due terzi del nome erano stati tolti.
Lo stemma racconta chi comandava. È inquartato: nel primo c'è una torre d'argento con il tetto azzurro su fondo nero, che sta per il Castel Tor e riprende le insegne di un casato del luogo; nel secondo una croce d'argento sopra tre monti verdi, che ricorda che il comune era un tempo sede giurisdizionale, cioè che qui si amministrava la giustizia; il terzo e il quarto quarto sono solo verde e nero. Anche i documenti antichi hanno lasciato il loro strato di nomi: Sant Martin in Geder nel 1260, Sand Martein nel 1334, St. Martin an der Gader ancora nel 1883. E il gruppo di masi di Seres, che formano un insieme molto caratteristico, compare già come «Cerre» in un documento del 1177 con cui papa Alessandro III lo assegnava al convento di Novacella.
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