Baccalà alla Vicentina
Stoccafisso, latte, olio e acciughe, cotto per ore a fuoco bassissimo: il baccalà alla vicentina arrivò dalla Norvegia con un naufragio nel 1432.
Leggi la scheda →Pedemonte sta sulla riva sinistra dell'Astico, sotto gli altipiani di Lavarone e Luserna, ed è uno dei comuni più piccoli del Vicentino; in cimbro si chiama Dross. I nomi delle sue contrade dicono com'era la vita qui: Carotte viene da case rotte, e Casotto dai casotti, le baracche che i contadini tenevano nel fondovalle mentre abitavano sulle pendici, dove era più sicuro. Il primo luogo documentato è Brancafora, l'ospizio per pellegrini e viandanti dove la strada della valle si biforcava verso Caldonazzo e Levico: compare in un atto del 1154, e nel 1199 Speronella, moglie di Ezzelino II, gli lasciò dieci lire.
Dal 1535 Pedemonte e Casotto furono nel Principato vescovile di Trento e quindi nell'Impero asburgico, e ci rimasero fino alla fine della prima guerra mondiale. Nel 1914 i giovani del paese furono arruolati nell'esercito austro-ungarico e mandati sul fronte orientale; nel maggio 1915, quando entrò in guerra l'Italia, tutta la popolazione fu evacuata e portata in baracche a Braunau am Inn, in Alta Austria, fra freddo, fame e malattie, fino alla fine delle ostilità. Il paese passò alla provincia di Vicenza nel 1929, per volontà del governo fascista, ma tenne il catasto tavolare austriaco, col libro fondiario a Trento. E nel 2008, con un referendum, gli abitanti hanno chiesto di tornare in provincia di Trento.
Stoccafisso, latte, olio e acciughe, cotto per ore a fuoco bassissimo: il baccalà alla vicentina arrivò dalla Norvegia con un naufragio nel 1432.
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Fuori da Pedemonte, ma a portata di gita.