La Casa dell'Atrio a Mosaico è una domus romana dell'antica Ercolano, sepolta dall'eruzione del Vesuvio del 79. Prende il nome dall'atrio pavimentato a mosaico; esplorata con cunicoli durante le ricerche borboniche del Settecento, fu riportata alla luce nel Novecento con gli scavi di Amedeo Maiuri.
Cosa vedere
La casa si estende per circa milleduecento metri quadrati e l'ingresso principale è sul cardo IV. Le fauci hanno affreschi in quarto stile e un pavimento a mosaico con disegni geometrici e fiori stilizzati. L'atrio ha un impluvium centrale rivestito di marmo e un pavimento a scacchiera bianca e nera, con una doppia cornice nera attorno alla vasca; il mosaico appare deformato dai flussi piroclastici dell'eruzione, che hanno messo in luce anche i resti dei muri di una casa precedente. In fondo all'atrio, dove c'era il tablino, si apre quello che secondo Maiuri era un oecus egizio, unico esempio nell'area vesuviana: una sala da pranzo descritta da Vitruvio, divisa in tre navate da due file di pilastri rivestiti di stucco che reggono il piano superiore con finestre a lucernaio, a forma di basilica, probabilmente destinata agli ospiti.
Dall'atrio si passa al peristilio, con un giardino centrale e una fontana rivestita di marmo, alimentata da un castellum aquae vicino a un ingresso secondario; il colonnato su tre lati ha colonne in opera listata, con mattoni alternati a blocchi di tufo, e in alcuni tratti lo spazio tra le colonne è stato chiuso ricavando grandi finestre. Al centro del lato orientale c'è l'esedra, in quarto stile, con zoccolatura rossa, zona mediana blu con architetture fantastiche e scene mitologiche, di cui restano il Supplizio di Dirce e Diana e Atteone, e un pavimento in opus sectile; accanto si aprono quattro cubicoli affrescati in rosso. Sul lato sud il triclinio ha perso quasi tutte le decorazioni.
La visita
La casa fa parte dell'area archeologica dell'antica Ercolano: orari, biglietti e ambienti aperti vanno verificati con il Parco archeologico.
Il consiglio della redazione
Dal triclinio un portale più grande porta alla terrazza, costruita sfruttando lo spazio delle vecchie mura della città e decorata in quarto stile, con pavimento in opus sectile: alle estremità ci sono due diaetae, piccoli ambienti di soggiorno, che guardavano il mare.



