La Casa del Bicentenario è una domus romana dell'antica Ercolano, sepolta dall'eruzione del Vesuvio del 79. Il nome ricorda che fu scavata a duecento anni dall'inizio delle prime scoperte di Ercolano. Costruita in età augustea, apparteneva a una famiglia aristocratica, forse ai Petronii, come fanno pensare le tavolette cerate trovate all'interno.
Cosa vedere
La casa si affaccia sul decumano massimo, poco lontano dal foro, ed è costruita in opera reticolata di tufo giallo su circa 560 metri quadrati. Le fauci d'ingresso sono dipinte a scacchi rossi e bianchi. L'atrio tuscanico, l'ambiente più grande, ha un pavimento a mosaico bianco e nero con l'impluvium al centro, incorniciato da una treccia, e un tetto alto cinque metri e mezzo; le pareti in quarto stile hanno pannelli rosso porfido e prospettive architettoniche. Nell'ala destra si conserva una rara porta carbonizzata, a due battenti scorrevoli piegati a soffietto, con stecche unite da borchie, che proteggeva gli oggetti preziosi esposti. Il tablino ha pitture in quarto stile su fondo giallo, diventato ocra rossa per il calore dell'eruzione, con al centro Dedalo e Pasifae e Marte e Venere con amorini; un sistema di monitoraggio controlla il clima per proteggerle. Dietro il tablino c'è il peristilio, dove sono stati trovati i resti di un roseto.
Dopo il terremoto del 62 il piano superiore fu diviso in due appartamenti dati in affitto, con pareti in opus craticium affrescate. Nel migliore dei larari dipinti, due serpenti agatodemoni avanzano verso un altare con un uovo, sotto due Lari danzanti. Nella stessa stanza furono trovati un sigillo con il nome del liberto Marco Helvio Eroto, un busto di marmo, una statua di Venere appoggiata a un'erma di Priapo e un unguentario a forma di colomba; nella camera accanto, tre statuette in bronzo di Giove, Minerva e Mercurio. Durante i primi restauri destò interesse anche la forma di una croce nell'intonaco.
La visita
Scavata da Amedeo Maiuri tra il 1937 e il 1939 e aperta al pubblico nel 1939, la casa fu chiusa nel 1983 per crolli e problemi di stabilità. Dal 2010 i restauri condotti con la Fondazione Packard, l'Herculaneum Conservation Project e la Soprintendenza, poi il Parco archeologico, l'hanno messa in sicurezza, e nel 2019 è stata riaperta. Orari e biglietti vanno verificati con il Parco archeologico di Ercolano.
Il consiglio della redazione
Le tavolette cerate e un papiro trovati in una stanza raccontano un processo degli anni precedenti l'eruzione: Calatoria Themis accusava Petronia Justa di non essere nata libera, perché la madre non era ancora stata affrancata al momento del parto. La causa arrivò due volte fino a Roma; l'esito finale non si conosce, ma probabilmente fu favorevole a Justa.


