Chiesa dei Servi
Chiesa settecentesca dei Serviti, chiusa dal dopoguerra, con facciata di Soratini in laterizio a due ordini.
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Chiesa settecentesca dei Serviti, chiusa dal dopoguerra, con facciata di Soratini in laterizio a due ordini.
Chiesa romanica del Duecento, rifatta nel 1209, oggi Sacrario dei Caduti di tutte le guerre.
Chiesa rifatta nel 1741, il più importante esempio di tardobarocco faentino, con stucchi dorati e pianta a croce greca.
Antica chiesa fuori porta, forse prima cattedrale di Faenza, con colonne di breccia africana e campanile ottagonale.
Casa museo neoclassica di Faenza, affrescata da Felice Giani tra il 1802 e il 1805 per il conte Francesco Milzetti.
Il Museo del Risorgimento e dell'età contemporanea di Faenza ha sede nel piano nobile di Palazzo Laderchi, in corso Garibaldi. Inaugurato nel 1904, è allestito in questa sede dal 2009, dopo il restauro del palazzo.
Il museo offre una raccolta di cimeli e documenti che riguardano personaggi ed eventi storici di Faenza e dintorni a partire dal 1790, anno dell'arrivo in città delle truppe napoleoniche, passando per l'Unità d'Italia, fino agli anni Quaranta del Novecento.
Palazzo Laderchi fu commissionato nel 1780 dal conte Ludovico Laderchi all'architetto bolognese Francesco Tadolini e costruito in forme neocinquecentesche; è uno dei principali esempi del neoclassicismo cittadino, riconosciuto per l'unità degli apparati decorativi interni. La volta della «Grande galleria» fu affrescata da Felice Giani con dieci grandi riquadri neoclassici che narrano il mito di Amore e Psiche, completati il 4 giugno 1794; le pareti hanno lesene in stucco di Antonio Trentanove. Nell'appartamento da scapolo del fratello del conte, Achille, l'architetto Giovanni Antonio Antolini realizzò uno studio a pianta ellittica, il «gabinetto di astronomia», decorato da Felice Giani nel 1797.
Il museo è nel piano nobile di Palazzo Laderchi, all'angolo tra via XX Settembre e corso Garibaldi, a Faenza. Le fonti consultate non riportano orari né modalità di visita: vanno verificati.
Il conte Francesco Laderchi, illustre patriota risorgimentale ricordato da una grande lapide a destra del portone del palazzo, nel 1847 ospitò nel palazzo la Guardia Civica; suo figlio Achille, tra i protagonisti del Risorgimento faentino, combatté gli austriaci a Vicenza nel 1848 e fu due volte sindaco di Faenza.
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