La patrona principale di Faenza è la Beata Vergine delle Grazie, la cui festa cadeva tradizionalmente la seconda domenica di maggio ed è oggi anticipata al sabato precedente; patrono secondario è invece san Pier Damiani. Nel 1631, in occasione di una nuova epidemia di peste che colpì la città, l'immagine sacra della Vergine fu incoronata solennemente, a testimonianza della devozione popolare verso questa protettrice cittadina; dal 1762 la festa si arricchì di ulteriori tradizioni, tramandate fino a oggi.
Faenza è conosciuta anche per il Palio del Niballo, la sua principale rievocazione storica, che si tiene la quarta domenica di giugno: istituito nel 1959, si ispira alle antiche giostre medievali documentate in città fin dal XII secolo. Il Borgo Durbecco, espansione esterna dell'abitato sorta al di là del fiume Lamone a est delle mura cittadine, conserva i propri primi insediamenti fin dall'XI secolo, mentre fra i luoghi di culto più significativi spiccano la chiesa di Santa Maria ad Nives, la chiesa dei Servi, quella di Sant'Umiltà e quella di San Bartolomeo.