La chiesa di Sant'Erasmo, nel quartiere Castellone di Formia, è stata la cattedrale della diocesi di Formia finché, nel IX secolo, la sede vescovile passò a Gaeta. Intorno alla sepoltura di sant'Erasmo, primo vescovo della città, martirizzato tra il III e il IV secolo, sorse nel VI secolo un luogo di culto, citato in una lettera di papa Gregorio Magno del 590. In età carolingia fu costruita una grande chiesa con una cripta semianulare. Nella seconda metà del IX secolo, per le incursioni saracene, il vescovo e le reliquie del santo si trasferirono a Gaeta. Alla chiesa fu annesso un monastero benedettino, citato dal 919 e poi acquisito da Montecassino; nel 1491 passò agli olivetani, che rimasero fino al 1806. Il saccheggio turco del 1532 distrusse gran parte del complesso, ripristinato in forme rinascimentali tra il 1538 e il 1560; dopo i bombardamenti del novembre 1860 la chiesa fu restaurata un'altra volta.
Cosa vedere
Una scalinata scende all'ampio sagrato, che sta più in basso della strada. La facciata a salienti è preceduta da un portico a tre arcate a tutto sesto: nei pilastri si vedono le antiche colonne di marmo, inglobate dai restauri rinascimentali. A destra c'è la cappella cinquecentesca di San Probo. L'interno ha tre navate di cinque campate, con volte a crociera, divise da pilastri gotici quadrangolari in blocchi di pietra. Nell'abside, a pianta rettangolare e affrescata, sta l'altare maggiore barocco in marmi policromi; in fondo alla navata destra una statua processionale del Settecento raffigura sant'Erasmo.
Sotto il pavimento c'è un'area archeologica, scavata tra il 1970 e il 1976: una necropoli romana, la tomba del martire del IV secolo, la prima cattedrale del V secolo, la cripta carolingia e, nei locali vicini, le botteghe benedettine dell'XI secolo, le strutture olivetane del Cinquecento e sepolture a camera del Settecento.
La visita
La chiesa è sede di parrocchia. Orari delle messe e possibilità di visitare l'area archeologica vanno verificati con la parrocchia.
Il consiglio della redazione
L'organo ha fatto molta strada. Lo costruì nel 1912 l'organaro inglese Thomas Pendlebury per la chiesa metodista di Richmond, nel North Yorkshire; la chiesa di Formia lo comprò nel 1988, e l'organaro Maurizio Panaccione lo modificò, portando la trasmissione da pneumatica a elettromagnetica.

