San Flavio, patrono di Grotte di Castro
📅 Ogni anno, il 7 maggio
Grotte di Castro festeggia san Flavio il 7 maggio, tra le necropoli etrusche di Pianezze e Centocamere.
Poco fuori dal paese c'è una località che si chiama valle muje, la valle degli urli, e la tradizione spiega perché: sarebbero le grida di terrore degli abitanti di Civita, uccisi mentre i longobardi distruggevano la loro città nell'ottavo secolo. Civita era una città etrusca di discreta importanza, sorta su una collina lungo la strada che scende al lago di Bolsena, al confine fra i territori di Vulci e Volsinii; per molto tempo l'hanno chiamata Tiro, ma oggi si dice soltanto Civita di Grotte di Castro, perché il suo nome etrusco non lo sa più nessuno. La distruzione fu tale che i sopravvissuti si sparpagliarono nei posti ritenuti più sicuri e da lì nacquero Gradoli, San Lorenzo e Grotte: quest'ultima prese il nome dalle caverne sotto la rupe, che si vedono ancora e in caso di aggressione servivano da rifugio. Contesa per secoli fra la Chiesa e Orvieto, nel 1537 fu comprata dai Farnese ed entrò nel ducato di Castro; caduto il ducato, tornò allo Stato Pontificio.
La mattina del diciannove maggio 1860 un distaccamento di garibaldini, sbarcato a Talamone e sconfinato nello Stato Pontificio per sollevare le campagne, prese il paese al grido di viva l'Italia, scacciò i gendarmi pontifici e issò il tricolore sul palazzo costruito dal Vignola. Nel pomeriggio i francesi arrivati da Montefiascone tentarono di riprenderlo e furono respinti dopo una battaglia furiosa all'altezza della chiesa di San Marco; poi arrivarono forze fresche da Valentano e i garibaldini dovettero andarsene. Anche il nome ha cambiato idea più volte: nel 1866 il paese smise di chiamarsi Castello delle Grotte e diventò Grotte San Lorenzo, e nel 1877 cambiò ancora in Grotte di Castro. Nel 1928 diede la cittadinanza onoraria all'esploratore Umberto Nobile, che ricambiò lanciando il gagliardetto del paese insieme alla bandiera italiana mentre attraversava il Polo Nord a bordo del dirigibile Italia. Sottoterra, intanto, c'è la necropoli di Centocamere: una cinquantina di tombe collegate fra loro fino a formare un labirinto.
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📅 Ogni anno, il 7 maggio
Grotte di Castro festeggia san Flavio il 7 maggio, tra le necropoli etrusche di Pianezze e Centocamere.
Vino bianco scavato nella storia etrusca del tufo, brindato dai Mille di Garibaldi: l'Orvieto è Denominazione di Origine Controllata dal 1971.
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Fuori da Grotte di Castro, ma a portata di gita.