Il nome di questo paese, se si crede alla tradizione, nasce da un'immagine dipinta su un muro. Un soldato romano di stanza qui, fedele all'imperatore e insieme cristiano, avrebbe dipinto l'effigie di santa Susanna sulla parete di una delle torri che presidiava; intorno a quel castello cominciarono a sorgere gruppi di casupole, e il posto fu chiamato Turris Sanctae Susannae. Il nome, insomma, non viene da una fondazione né da un padrone, ma da un affresco fatto da un uomo che stava dalla parte di tutti e due i mondi. Le origini vere restano incerte: lo storico Girolamo Marciano scriveva che Annibale, mentre combatteva gli Oritani per prendersi Oria, aveva messo uno dei suoi accampamenti al casale di Crepacore, e da quello scontro verrebbe il nome di una zona che ancora oggi si chiama la Sconfitta.
Torre Santa Susanna sta al centro della penisola salentina, alla stessa distanza dall'Adriatico e dallo Ionio, su una zona rocciosa: ed è questa la ragione per cui è cresciuta. Tutto intorno c'erano piccoli casali — Crepacore, San Giacomo, Galesano, Paradiso, Tubiano, Sorboli — e le pestilenze e i terremoti li hanno svuotati uno dopo l'altro; la gente si è riversata qui, che era il centro più grande, più salubre e più stabile. Un altro spostamento lo raccontano le carte del 918: i saraceni piombarono su Oria, la misero a ferro e fuoco, uccisero donne e bambini e portarono via i superstiti come schiavi; il monastero dei basiliani fu raso al suolo e i pochi monaci scampati si raccolsero nel Galesano, dove fondarono l'abbadia di Santa Maria di Galaso. Il santuario che ne è erede sta oggi su due livelli, e per arrivare alla chiesa vera si scendono quattordici gradini sotto il piano stradale. Fuori paese, sulla strada per Mesagne, c'è poi la chiesa bizantina di Crepacore, dell'ottavo secolo, con l'aspetto di un edificio fortificato e una cupola a tholos: si pensa che stia sopra un castello messapico. La festa è l'undici agosto, per santa Susanna.