L'acropoli di Gela, detta anche acropoli di Molino a Vento, è la collina dove sorgeva l'antica città di Gela. Popolata fin dall'età del rame, ebbe la massima fioritura nel VI e V secolo a.C. sotto la colonizzazione greca e conserva resti di edifici arcaici, templi di età greca e tombe preistoriche.
Cosa vedere
Le tracce più antiche risalgono alla prima metà del III millennio a.C., quando la collina ospitava un villaggio di capanne: restano quattro tombe a pozzetto. Nell'età del bronzo antico ci fu un altro villaggio di capanne circolari nel settore nord, con fuseruole, ceramica dipinta nello stile di Castelluccio e un vaso con sette corni fittili usato per pratiche rituali. Dopo un lungo abbandono, verso la fine dell'VIII secolo a.C. arrivò un piccolo gruppo da Rodi; la colonia stabile fu fondata intorno al 688 a.C. (altre fonti danno il 689) da coloni rodio-cretesi guidati da Antifemo ed Entimo, che costruirono i primi edifici di culto: sacelli senza peristasi, il più importante dei quali, il Tempio A, dedicato ad Atena Lindia, fu trovato da Paolo Orsi sotto le fondazioni del Tempio B.
Nel VI secolo a.C. fu costruito il muro di cinta a nord e la città ebbe un assetto regolare, con la plateia est-ovest e le stenopoi, le strade trasversali; sorse il Tempio B, detto anche Athenaion, di ordine dorico e riccamente decorato con terrecotte architettoniche: rosette a doppia treccia nei frontoni, grandi maschere gorgoniche policrome, acroteri con cavalieri e figure leonine. Nel V secolo a.C. fu eretto il Tempio C, dedicato ad Atena, per la vittoria greca sui Cartaginesi a Himera nel 480 a.C.; dopo la distruzione cartaginese del 405 a.C. sorsero altri edifici, come l'edificio XII, un tempio di Demetra. Con Timoleonte la città rinacque nella seconda metà del IV secolo a.C.; dopo la conquista di Agatocle nel 311-310 a.C. il sito fu abbandonato, e l'abbandono definitivo seguì nel 282 a.C. con la distruzione della città da parte del tiranno di Agrigento Finzia.
La visita
L'acropoli è la collina della Gela antica, area archeologica di Molino a Vento. Dei templi si conservano poche tracce: del Tempio B un filare di fondazione, del Tempio C una colonna. Le fonti consultate non riportano orari né modalità di accesso: vanno verificati con il Parco archeologico o con il Comune. A sud, nella zona di Bosco Littorio, sono stati trovati i resti di un emporio vicino alla foce del fiume Gela, dove probabilmente sorgeva il porto della città.
Il consiglio della redazione
Il gusto raffinato delle terrecotte del Tempio B arrivò fino a Olimpia: gli artigiani geloi rivestirono con ornamenti simili il thesauros, il tesoro dedicato dalla città nel santuario greco. Le fonti ricordano anche molti santuari fuori dalle mura, fra cui il Thesmophorion di Demetra in contrada Bitalemi, e un heroon per Antifemo, fondatore della colonia.




