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Museo Archeologico Regionale di Gela

📍 Gela, Sicilia · 44/100

Il Museo Archeologico Regionale di Gela custodisce, secondo le fonti, oltre cinquemila reperti sulla vita dell'antica colonia greca di Gela e dei centri del Nisseno sotto il suo controllo. Aperto negli anni cinquanta, è considerato il terzo museo archeologico più grande della Sicilia.

Cosa vedere

Il territorio di Gela si rivelò ricchissimo di scoperte già dalla fine del Settecento, spesso per scavi illeciti. Dopo il sopralluogo dell'archeologo Paolo Orsi, nel 1897 la Provincia di Caltanissetta passò sotto il Museo di Siracusa e si avviarono i primi scavi ufficiali; ma la mancanza di un museo locale faceva sì che la maggior parte dei reperti lasciasse la città. Il nuovo museo fu costruito con i fondi della Cassa del Mezzogiorno, su progetto dell'architetto Luigi Pasquarelli, dopo l'autorizzazione dell'archeologo Pietro Griffo, e fu inaugurato il 21 settembre 1958; grazie all'allestimento curato dallo stesso Griffo fu definito il museo archeologico più moderno d'Italia.

Le raccolte ripercorrono la storia di Gela e del suo territorio dall'età preistorica a quella medievale, con reperti anche da altri siti del Nisseno come Dessueri, Monte Bubbonia e Sofiana. Le due collezioni più antiche sono quelle dei baroni Navarra e Nocera, con molti vasi a figure nere e rosse. Tra i pezzi più importanti si ricordano un elmo calcidese integro, un raro cratere laconico del VII secolo a.C. attribuito al pittore della caccia e recuperato dai carabinieri, le tre arule votive provenienti dall'emporio di Bosco Littorio, dettagli architettonici dei templi cittadini e un'ampia collezione numismatica. La notte del 17 gennaio 1973 quattro uomini armati e mascherati portarono via dal medagliere circa seicento monete greche e romane d'oro e d'argento: ne furono recuperate in seguito circa centocinquanta a Lugano e una ventina a Firenze, e la collezione originaria non fu più ricomposta per intero.

La visita

Attenzione: secondo le fonti consultate il museo è temporaneamente chiuso dal 12 maggio 2021 per lavori di demolizione, ampliamento e movimentazione dei reperti, nell'ambito del più grande intervento di ristrutturazione della sua storia. Non risulta dalle fonti se e quando sia stato riaperto: prima di andare conviene verificare con il Parco archeologico o con la Soprintendenza.

Il consiglio della redazione

L'architetto Franco Minissi, che nel 1984 ampliò il museo, è lo stesso che negli anni sessanta ideò la copertura in lastre di cristallo delle mura timoleontee di Capo Soprano: chi visita entrambi i luoghi può confrontare i due interventi.

Cosa fare qui: tour, biglietti ed esperienze

Museo Archeologico Regionale di Gela

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