Il Bosco Littorio è un'area naturale con fitta vegetazione ai piedi dell'acropoli di Gela, sulla costa siciliana. Racchiude un'area archeologica con i resti di un emporio greco del VII secolo a.C.
Cosa vedere
Dopo l'arrivo dei coloni rodio-cretesi nel 689 a.C. la zona divenne sede di un importante emporio: la posizione, a pochi passi dal mare e dalla foce del fiume Gela, la rendeva adatta agli scambi commerciali, come testimoniano i ritrovamenti; nelle acque davanti sono state trovate anche due delle tre navi greche di Gela. Le strutture appartengono a un ampio quartiere di età arcaica che si estendeva dal porto alla collina dell'acropoli: edifici in mattoni crudi su fondazioni di pietra alte 20-30 centimetri, con vani quadrangolari regolari usati sia come abitazioni sia come botteghe. I muri, in ottimo stato, arrivano a 2 metri di altezza e in alcuni casi conservano la linea di posa delle antiche travi del tetto e l'intonaco interno; la maggior parte dei vani aperti verso nord dava su un cortile.
Il quartiere prosperò almeno fino al 480 a.C., quando fu abbandonato bruscamente: i crolli delle pareti mostrano tracce di un evento traumatico, attribuito a cause naturali (per una delle fonti forse un maremoto). Sui resti è testimoniata una fase successiva, con banchetti probabilmente rituali. L'area si coprì poco a poco di sabbia e vegetazione; fino alla fine dell'Ottocento vi erano pozzi d'acqua e nel 1927 fu riconvertita e piantumata d'alberi, prendendo il nome di Bosco Littorio. I primi scavi risalgono al 1983 e il sito è stato messo in sicurezza nel 2007 con una copertura.
La visita
L'area archeologica è stata aperta al pubblico il 29 maggio 2009 e dipende dalla Soprintendenza di Caltanissetta; una delle fonti la dice liberamente accessibile, ma orari e condizioni vanno verificati con la Soprintendenza o con il Comune prima di andare.
Il consiglio della redazione
Nel parco sorge il Museo dei relitti greci, inaugurato secondo le fonti il 24 febbraio 2026: custodisce i relitti di navi mercantili greche del VI-V secolo a.C. trovati nel golfo, con il loro carico, tra cui rari lingotti di oricalco; all'apertura era allestito il «Gela I». Trattandosi di un'apertura recente, conviene verificare che sia visitabile.




