Pontremoli è il comune più settentrionale della Toscana, in fondo alla Lunigiana, dove il torrente Verde entra nella Magra e dove passa una delle strade più vecchie fra la pianura padana, la Liguria e la Toscana. Il nome dice un ponte. L'ipotesi più accreditata è dal latino pontem populus tremula, cioè un ponte sulla Magra, oggi scomparso, costruito con il legno del pioppo tremolo, che infatti sta nello stemma prima gentilizio e poi comunale; secondo un'altra lettura il tremula viene invece dalla precarietà di quel ponte, in un posto che le alluvioni hanno sempre colpito. Ma c'è un'ipotesi più recente e più larga: Pontremoli, come molti altri toponimi di confine lungo la frontiera longobarda, verrebbe dal germanico thramuz, che vuol dire bordo, margine, limite, e il nome avrebbe voluto dire ponte sul confine. La stessa radice si ritrova risalendo la penisola — Tremoli in Calabria, Tramutola in Basilicata, Tremoleto in provincia di Pisa, Tramin in Alto Adige, la Val Tremola al San Gottardo — e i longobardi questa regione la chiamavano la Porta di Toscana.
Sul ponte è passata mezza Europa. Nell'itinerario di Sigerico, arcivescovo di Canterbury, scritto alla fine del decimo secolo, Pontremoli è la trentunesima tappa e si chiama Pontremel; verso la metà del dodicesimo secolo un altro monaco benedettino, Nikulás Bergsson, che veniva dall'Islanda ed era diretto a Gerusalemme, fece la stessa strada e annotò la sua sosta qui nella relazione che chiamò Leiðarvísir. Nel 1167 i pontremolesi si opposero a Federico Barbarossa e gli impedirono il passaggio della Cisa. Sopra il paese sta il castello del Piagnaro, che prende il nome dalle piagne, le lastre di pietra dei tetti: fu attaccato e ricostruito tante volte, e la storia militare finì nel 1790, quando il granduca Pietro Leopoldo consegnò al comune l'ultimo cannone perché ne fondesse il bronzo e ne facesse la campana civica. Oggi dentro c'è il museo delle statue stele lunigianesi. E il passaggio continua in un'altra forma: dal 1953 i librai pontremolesi assegnano il premio Bancarella, la seconda domenica di luglio.