Sant'Antonio abate, patrono delle terme
📅 Ogni anno, il 17 gennaio
Recoaro Terme festeggia sant'Antonio abate il 17 gennaio, nella chiesa a lui dedicata.
Recoaro è il posto dove piove di più in tutto il Veneto, oltre 2000 millimetri l'anno, e la sua fortuna nasce proprio da lì: le Prealpi vicentine sono i primi monti che si incontrano venendo dal mare, la roccia è calcarea, e l'acqua che scende torna fuori dal fondo della conca sotto forma di sorgenti minerali. Le scoprì nel 1689 il conte Lelio Piovene, e la prima fonte prese il suo nome. C'è di più: in questa valle affiorano tanti tipi di roccia diversi che il geologo veronese Giovanni Arduino li usò per costruire la suddivisione in ere geologiche che si adopera ancora oggi.
Sulle acque il paese ha costruito una città in miniatura. Fra il 1873 e il 1876 l'architetto Antonio Caregaro Negrin edificò lo stabilimento balneo-idroterapico delle Fonti Centrali con l'ambizione dichiarata di reggere il confronto con le terme più esclusive d'Europa, e ridisegnò il parco intorno perché il paesaggio aspro diventasse romantico; nell'estate del 1879 ci venne Vittorio Emanuele. Poi la guerra: qui ebbe sede il comando tedesco del gruppo d'armate C, e il bombardamento alleato del 20 aprile 1945 rase al suolo il complesso termale. Fu ricostruito, ma senza il corpo centrale rialzato che ne era il colmo.
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📅 Ogni anno, il 17 gennaio
Recoaro Terme festeggia sant'Antonio abate il 17 gennaio, nella chiesa a lui dedicata.
Stoccafisso, latte, olio e acciughe, cotto per ore a fuoco bassissimo: il baccalà alla vicentina arrivò dalla Norvegia con un naufragio nel 1432.
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Fuori da Recoaro Terme, ma a portata di gita.