Villa Venusio, che a Mugnano di Napoli è conosciuta anche come villa del Marchese o della Marchesa, è una dimora degli ultimi decenni del Settecento, nata come residenza e masseria di una famiglia dell'aristocrazia napoletana. Le fonti ne riconducono la committenza ai Capece Minutolo, principi di Canosa; passò poi al marchese di Turi Ottavio Venusio, da cui prende il nome. I Venusio la usavano soprattutto d'estate: vi abitò fino alla morte il marchese Raffaele, ultimo maschio del ramo, con la figlia Emma. Il declino si fa risalire al secondo dopoguerra, quando la villa fu lasciata a sé stessa e subì furti e danneggiamenti.
Cosa vedere
La villa ha una posizione anomala rispetto alle strade del centro: quella che oggi è piazza Suor Maria Pia Brando si interrompe davanti alla facciata e si sdoppia in via Luca Giordano e via Trieste, che ne seguono il muro sui due lati. Dalla strada si vedono i muri di tufo giallo dei Campi Flegrei, la torre campanaria alta quasi diciassette metri, oggi sorretta soltanto da due putrelle d'acciaio, le cornici di piperno delle finestre del piano nobile e le arcate che collegano lo scalone alla corte.
L'impianto è quello di una casa colonica signorile: un corpo lungo con due avancorpi che inquadrano l'ingresso alla corte, due piani e un ipogeo. Il piano terra serviva alle attività agricole, in particolare alla lavorazione della canapa; sopra c'era l'appartamento padronale, una decina di ambienti; nell'ipogeo trovavano posto le sepolture dei Venusio. Dall'ingresso principale si entra direttamente nella cappella di San Biagio, patrono di Mugnano, voluta dalla famiglia circa un secolo dopo la costruzione della villa: fu benedetta il 14 ottobre 1872, ampliata nel 1873 e consacrata nel 1882.
La visita
La villa è in abbandono e si guarda da fuori. Il Comune di Mugnano di Napoli l'ha acquistata e progetta di farne un palazzo di rappresentanza, con la cappella sconsacrata come sala per cerimonie e matrimoni civili e un'area verde pubblica: sullo stato dei lavori conviene informarsi in municipio.
Il consiglio della redazione
A Mugnano, davanti a due coniugi che discutono animatamente, si usa ancora dire che «sembrano la marchesa e suo marito». Il detto viene da Emma Venusio, nata nella villa: secondo la tradizione locale sposò Luigi Sbano, il barbiere personale del padre, superando l'opposizione del marchese, e i litigi della coppia diventarono proverbiali. Al luogo è legata anche la leggenda del fantasma della marchesa.

