Il santuario di Sant'Antimo Prete e Martire si affaccia su piazza della Repubblica, la piazza principale di Sant'Antimo, nella diocesi di Aversa. Secondo una tradizione consolidata il primo nucleo risale all'anno 816: il duca bizantino Antimo di Napoli, fermatosi a riposare durante una battuta di caccia, avrebbe visto in sogno il martire, che gli chiese una cappella in suo onore. L'oratorio fu poi ampliato e diventò parrocchia. All'inizio del Settecento la chiesa fu rifatta dalle fondamenta: il progetto dell'ingegnere Antonio Guidetti, approvato nel 1719, la ruotò di novanta gradi rispetto alla vecchia pianta a croce latina, e i lavori si conclusero nel 1724.
Cosa vedere
La facciata è degli anni Venti del Novecento, finita nel 1924: alla precedente, a due ordini, ne fu aggiunto un terzo, ispirato alla chiesa dei Girolamini di Napoli, che culmina in un timpano spezzato con la statua di pietra del patrono; nelle nicchie del secondo ordine ci sono i santi Pietro e Paolo. Dentro, la navata centrale ha un soffitto a cassettoni del 1725, con al centro il Martirio di sant'Antimo, tela di Nicola Malinconico. Nel presbiterio, sopra l'altare di marmi policromi, sta la Gloria di sant'Antimo di Paolo De Majo. Sulle navate laterali si alzano quattro cupole, due per parte.
La cappella del patrono è la terza della navata destra, chiusa da due cancelli di ferro del 1866. Fu costruita a spese dell'università, cioè del comune, per accogliere le reliquie del martire, donate alla città l'11 agosto 1658: oggi sono in un'urna d'argento sotto la mensa dell'altare, che è a tarsie di marmo. Nella nicchia di sinistra c'è la statua d'argento del santo, fatta nel 1712 dagli argentieri Alessandro e Gennaro Cioffi su un modello di Domenico Antonio Vaccaro.
La visita
Orari di apertura e delle messe vanno verificati con la parrocchia. Il terremoto del 23 luglio 1930 danneggiò gravemente l'edificio, che fu poi consolidato e restaurato.
Il consiglio della redazione
Sulla cantoria c'è un organo del Settecento, costruito da Biagio e Nicola Di Rosa, padre e figlio, di Cardito. Guardate lo stemma in cima: mostra l'ostensorio con sant'Antimo da un lato e la Madonna dall'altro, a ricordare le confraternite e le cappelle che pagarono lo strumento.
