La collegiata di Santa Sofia è la chiesa madre di Giugliano in Campania, nella diocesi di Aversa: si eleva a lato del Corso Campano, l'asse principale del centro, su una piazzetta alberata, e qui fu sepolto il 23 febbraio 1632 Giovan Battista Basile, autore de La gatta Cenerentola.
Cosa vedere
La facciata, dalle sobrie linee tardomanieriste e conclusa a timpano, ha la classica spartizione in lesene su uno zoccolo, un finestrone centrale e un bel portale in piperno del Seicento; ai due lati dell'ingresso ci sono due lapidi marmoree, una per Basile e l'altra per papa Urbano VIII. Il campanile, su tre piani, è del Settecento e si alza su un basamento dove stavano interessanti sculture quattrocentesche, oggi sostituite da copie perché rubate: una raffigurava una donna gravida con la scritta Cuma e divenne col tempo lo stemma e il simbolo della città di Giugliano, le altre due un sole radiante e santa Sofia con la penna della sapienza. La cupola si nota per la bicromia degli embrici maiolicati giallo-verdi, diversa dal resto dell'esterno, si imposta su un tamburo finestrato e culmina in un lanternino di gusto rococò, chiuso in alto da un globo metallico. L'interno, particolarmente luminoso, è forse una delle massime realizzazioni del barocco-rococò a nord di Napoli: nella navata unica, con cinque cappelle per lato, si segnalano il grande organo seicentesco dell'intagliatore Fabrizio Cimino, il pavimento maiolicato e il soffitto cassettonato che incornicia tele di Nicola Cacciapuoti, del Settecento.
La chiesa fu costruita a partire dalla metà del Cinquecento dove sorgeva una piccola chiesa di Santa Sofia con un oratorio del Corpo di Cristo; alcuni ampliamenti sono attribuiti a un progetto di Domenico Fontana, che sembra essersi ispirato a Sant'Andrea della Valle a Roma, come indicano la pianta a navata unica con cappelle, il transetto e la grande cupola all'incrocio. Dal 1730 al 1745 fu incaricato di completarla Domenico Antonio Vaccaro, che ridecorò l'interno a stucchi e disegnò il pulpito in marmo. Nel presbiterio spicca la balaustra in marmi policromi che chiude l'abside, e l'altare maggiore fu commissionato da Francesco Grillo, feudatario e duca di Giugliano. A sinistra della navata la Cappella del Tesoro di San Giuliano fu edificata nel 1631, quando arrivarono in città le reliquie del santo da Sora, conservate in reliquiari d'argento. Dalla cappella nel novembre del 1998 furono trafugate otto tele di pittori dell'ambito di Andrea Vaccaro e Pacecco De Rosa, con santi e scene di martirio, alcune ritrovate nel 2015. In chiesa c'è anche una Caduta di San Paolo di Giuseppe Marullo, firmata e datata 1634. Nel 2024 sono iniziati i lavori per il rifacimento parziale della cupola.
La visita
La chiesa si trova sul Corso Campano, nel centro di Giugliano; orari di apertura e delle celebrazioni vanno verificati presso la parrocchia, come pure l'eventuale stato dei lavori alla cupola, perché le fonti consultate non indicano né gli uni né l'altro.
Il consiglio della redazione
Guardate il basamento del campanile: le sculture quattrocentesche sono copie, perché gli originali furono rubati, ma la donna gravida con la scritta Cuma è il simbolo della città di Giugliano.

