Castell'Arquato

Provincia: Piacenza · Regione: Emilia-Romagna · Abitanti: 4.712 · CAP: 29014

Nel pliocene qui c'era il mare, e i fossili che sono rimasti hanno dato il nome a un'epoca della storia geologica: il Piacenziano, che si chiama così per Piacenza. Parte del territorio sta nel parco regionale dello Stirone e del Piacenziano. La prima menzione scritta del luogo è un atto di vendita del 13 marzo 760, fra le carte di Varsi: in finibus Castri Arquatense. In alcune di quelle carte compare un nobile di nome Magno, che fra il 756 e il 758 fece costruire la pieve dedicata alla Madre di Dio e un castello a base quadrata; morendo, nel 789, lasciò al vescovo di Piacenza il paese, la chiesa di Santa Maria e i beni annessi. Il nome, dice la leggenda, verrebbe dal cavaliere romano Caio Torquato; più probabilmente dalla forma quadrata di quel primo insediamento militare.

L'autonomia, qui, ha un prezzo scritto. Nel 1220 il vescovo Vicedomino devolse alla comunità locale tutti i beni che aveva nel territorio arquatese, concedendoli in enfiteusi per settecento lire piacentine; e per altre duecento, più un canone annuo, anche quelli di San Lorenzo, Vernasca e Lusurasco. Da quell'anno il borgo fu retto per tre anni da consoli, poi da un podestà nominato da Piacenza. Nel 1317 Galeazzo Visconti conquistò il paese e fece prigioniero Alberto Scotti, e concesse alcune grazie speciali: l'emancipazione giuridica da Piacenza e la facoltà di darsi norme proprie, che sarebbero diventate la base degli statuti del Quattrocento. La rocca fu cominciata nel 1342. A Castell'Arquato è nato nel 1857, e qui è sepolto, Luigi Illica, che scrisse i libretti di Tosca, della Bohème e di Madama Butterfly.

Cosa c'è intorno

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