Nel pliocene qui c'era il mare, e i fossili che sono rimasti hanno dato il nome a un'epoca della storia geologica: il Piacenziano, che si chiama così per Piacenza. Parte del territorio sta nel parco regionale dello Stirone e del Piacenziano. La prima menzione scritta del luogo è un atto di vendita del 13 marzo 760, fra le carte di Varsi: in finibus Castri Arquatense. In alcune di quelle carte compare un nobile di nome Magno, che fra il 756 e il 758 fece costruire la pieve dedicata alla Madre di Dio e un castello a base quadrata; morendo, nel 789, lasciò al vescovo di Piacenza il paese, la chiesa di Santa Maria e i beni annessi. Il nome, dice la leggenda, verrebbe dal cavaliere romano Caio Torquato; più probabilmente dalla forma quadrata di quel primo insediamento militare.
L'autonomia, qui, ha un prezzo scritto. Nel 1220 il vescovo Vicedomino devolse alla comunità locale tutti i beni che aveva nel territorio arquatese, concedendoli in enfiteusi per settecento lire piacentine; e per altre duecento, più un canone annuo, anche quelli di San Lorenzo, Vernasca e Lusurasco. Da quell'anno il borgo fu retto per tre anni da consoli, poi da un podestà nominato da Piacenza. Nel 1317 Galeazzo Visconti conquistò il paese e fece prigioniero Alberto Scotti, e concesse alcune grazie speciali: l'emancipazione giuridica da Piacenza e la facoltà di darsi norme proprie, che sarebbero diventate la base degli statuti del Quattrocento. La rocca fu cominciata nel 1342. A Castell'Arquato è nato nel 1857, e qui è sepolto, Luigi Illica, che scrisse i libretti di Tosca, della Bohème e di Madama Butterfly.
Distanze in linea d'aria dal centro del paese. Tocca un punto per aprirne la scheda.
Nei dintorni di Castell'Arquato
Le destinazioni raccontate dalla nostra redazione più vicine, con la distanza in linea d'aria.
Luoghi da vedere entro 25 km
Fuori da Castell'Arquato, ma a portata di gita.
