Il santuario di Ercole Vincitore, a Tivoli, è uno dei maggiori complessi dell'architettura romana di età repubblicana. Appartiene ai cosiddetti santuari ellenistici, sorti dopo la conquista della Grecia del 146 a.C., ed è il più grande tra i santuari italici dedicati a Ercole, secondo nel Mediterraneo solo a quello di Gades in Spagna. Fu costruito tra gli ultimi decenni del II secolo a.C. e l'82 a.C., con altri interventi, soprattutto nel teatro, in età augustea; Svetonio racconta che Augusto vi amministrò più volte la giustizia sotto i portici.
Cosa vedere
L'antica Tibur si identificava con il culto di Ercole, venerato come dio guerriero, Hercules Victor, e come protettore dei commerci e della transumanza, e anche come Hercules Saxanus, protettore delle cave di travertino. Il santuario aveva un collegio di musici, i tibicines, tra i più importanti d'Italia, e un collegio di Salii, sacerdoti che danzavano battendo tre volte il piede a terra: danze e canti si tenevano alle idi di agosto, come ricorda Virgilio nell'Eneide. Il complesso, con il teatro adagiato sulla collina sotto il tempio, ha molte affinità con il santuario della Fortuna Primigenia di Palestrina.
Il complesso ha pianta rettangolare di 188 per 144 metri e, verso il fiume, cinque livelli, che si riducono a due verso il banco di roccia. Sul lato nord le sostruzioni scendono per oltre quaranta metri fin quasi alle rive dell'Aniene e sono la parte meglio conservata, che segna il paesaggio di Tivoli da più di duemila anni. Al terzo livello corre in diagonale la via tecta, un tratto della via Tiburtina inglobato in una galleria coperta, con grandi ambienti affacciati sul costone; oggi se ne conserva poco più della metà, anche per crolli e terremoti come quello del 1349. Al quarto livello c'era il temenos, lo spazio sacro, con al centro il tempio su un podio cavo rivestito di travertino modanato, raggiunto da una scalinata a due rampe tra due fontane monumentali.
La visita
Il restauro del santuario è stato completato nel giugno 2011. Orari, biglietti e modalità di visita vanno verificati prima di andare.
Il consiglio della redazione
Secondo la tradizione, per protesta contro le limitazioni imposte alla loro professione i tibicines romani entrarono in sciopero e si rifugiarono proprio a Tibur, ospiti dei colleghi del santuario. E sarebbe stato un ricco mercante d'olio, Marco Ottavio Erennio, forse lo stesso Erennio che fu musico e magistrato del santuario, a portare il culto di Ercole Vincitore a Roma, costruendo nel Foro Boario il tempio circolare a lungo chiamato per errore Tempio di Vesta.

