La basilica collegiata di San Sebastiano si affaccia su corso Vittorio Emanuele e piazza Lionardo Vigo, nel centro storico di Acireale. Il primo tempio dedicato al santo, costruito nel Quattrocento dopo un'epidemia di peste, sorgeva dove oggi c'è la chiesa di Sant'Antonio di Padova; quando fu pronta la nuova, grande chiesa e san Sebastiano fu proclamato compatrono della città, le vecchie strutture passarono a sant'Antonio, il 13 luglio 1652. Il terremoto del 1693 fece crollare il coro, e la chiesa fu ricostruita nelle forme attuali. È collegiata dal 1924 e basilica minore dal 1990.
Cosa vedere
La facciata, su disegno di Angelo Bellofiore, è su più ordini e piena di decorazioni: un fregio con quattordici putti che reggono festoni, mensole, mascheroni, pinnacoli e volute. Nelle nicchie ci sono le statue di san Giovanni Battista e san Cristoforo accanto al portale, dei santi Gervasio, Lorenzo, Vito e Protasio nel secondo ordine, dei santi Cosma e Damiano ai lati della loggia campanaria. Davanti corre la balaustra realizzata nel 1754 da Giovan Battista Marini su progetto di Pietro Paolo Vasta, con dieci statue di personaggi dell'Antico Testamento, da Davide e Mosè a Daniele e Sansone.
L'interno è a croce latina e a tre navate. Il ciclo più importante è quello di Pietro Paolo Vasta: nel 1732 vinse la gara con il pittore acese Venerando Costanzo, autore della Conversione di Cromazio nel transetto destro, con l'Apparizione di Cristo a san Sebastiano nella casa di Nicostrato, nel transetto sinistro, e tra il 1733 e il 1734 dipinse la Gloria di san Sebastiano sulla volta e le storie del santo nel coro; nel 1745 tornò per gli episodi dell'Antico Testamento sotto la cupola e i quattro profeti maggiori nei pennacchi. La cupola ha l'Ascensione di Francesco Mancini Ardizzone, che dipinse anche le scene del transetto tra il 1899 e il 1901. Intorno al 1960, sotto gli strati di bianco della navata, sono tornati alla luce quindici affreschi con la vita del santo, attribuiti a Costanzo. Nella cappella della Pietà c'è la Pietà di Vasta del 1742 e, in un'urna di vetro, una copia della Sindone realizzata nel 1644.
La visita
La chiesa è su piazza Lionardo Vigo; nella cripta c'è una sezione museale con statue lignee e dipinti. Orari di apertura vanno verificati con la parrocchia.
Il consiglio della redazione
Il simulacro di san Sebastiano, custodito dietro la tela dell'altare del transetto destro, esce il 20 gennaio sul fercolo d'argento trainato dai «divoti»: il fercolo fu disegnato da Vasta nel 1756 e completato solo nell'Ottocento.



