Il patrono di Geraci Siculo è san Bartolomeo, festeggiato il 24 agosto. La chiesa a lui dedicata conserva due colonnine binate provenienti dal chiostro agostiniano del Trecento, un polittico marmoreo attribuito ad Antonello Gagini e una scultura lignea del santo, di fine Settecento, dalle caratteristiche stilistiche riconducibili allo scultore Filippo Quattrocchi; accanto sorge l'ex convento agostiniano di fine Seicento, che conserva ancora l'originaria struttura. Compatrona della città, insieme a san Bartolomeo, è Maria Santissima Annunziata, festeggiata con solennità la seconda domenica di luglio dopo una novena in cui si canta il tradizionale Stellario in dialetto.
Il paese si sviluppò attorno al castello costruito dai Normanni: nel 1258 Enrico II Ventimiglia, sposando la contessa Isabella, fu creato conte di Geraci, e la famiglia ne fece la capitale della contea fino all'abolizione della feudalità, ampliandone i confini fino a Collesano, le due Petralie, Gratteri e Isnello. Nel centro storico, presso la chiesa di San Giuliano, si trova oggi il «Salto del Ventimiglia», una passerella panoramica in vetro e acciaio che segna il luogo dove, secondo la tradizione, nel 1338 il conte Francesco I Ventimiglia si gettò con il proprio cavallo nel dirupo sottostante per sfuggire alle truppe regie di Pietro II che assediavano Geraci.