Il castello svevo è l'edificio simbolo di Augusta: una fortezza del Duecento all'estremità nord dell'isola su cui sta la città. I lavori cominciarono probabilmente nel 1232, forse sopra una torre di avvistamento di età normanna, per volere dell'imperatore Federico II di Svevia, che affidò il cantiere a Riccardo da Lentini; finirono nel 1242. Il castello entrava in un sistema pensato per difendere dal mare la costa orientale del regno, con quelli di Catania, Siracusa, Gela, Milazzo e Scaletta Zanclea. Fu poi occupato dagli Angioini e dagli Aragonesi, e nel Seicento ebbe imponenti opere bastionate.
Cosa vedere
Il nucleo svevo è un quadrato di mura di sessantadue metri per lato, con otto torri e un rivestimento di conci di arenaria detta giuggiulena. Le torri al centro dei lati erano a pianta rettangolare a est e a ovest, poligonale a nord e a sud. All'interno ci sono grandi arcate ogivali e volte a crociera costolonate, gotiche.
Gli adattamenti dell'età moderna, prima militari e poi carcerari, hanno alterato molto la struttura medievale: i piani delle celle sopra il portico sono dell'adattamento a penitenziario del 1890. Il rivellino è occupato dal commissariato della Polizia di Stato.
La visita
Passato al demanio e affidato alla Soprintendenza di Siracusa, negli ultimi anni il castello non è stato visitabile, per il pericolo di crolli: si guarda da fuori. Nel 2016 la procura di Siracusa ha aperto un'inchiesta sul suo stato e ne è stato disposto il sequestro; conviene informarsi sulla situazione prima di andare.
Il consiglio della redazione
Per capire a che cosa serviva, mettetelo insieme alle altre difese della rada: nel Cinquecento il viceré García de Toledo fece costruire su due scogli i forti Garcia e Vittoria, che dovevano incrociare i tiri delle loro artiglierie con quelle del castello contro una flotta nemica.

