La chiesa del Santissimo Salvatore, detta anche Badia Grande, sorge ad Alcamo accanto all'omonimo monastero, oggi sede scolastica. Esisteva già all'inizio del Trecento: è citata in un documento del 1308 per la riscossione della decima apostolica. Fu ricostruita a metà del Cinquecento e poi tra il 1690 e il 1697; nel 1737 fu restaurata e ornata di stucchi, e riaperta nel 1759. Dopo il terremoto del 1968 rimase chiusa per molti anni.
Cosa vedere
La facciata classica è sormontata da un campanile quadrato con quattro archi a tutto sesto. L'interno ha una navata con volta a botte e cinque altari, e dieci statue in stucco del 1758 di Bartolomeo Sanseverino, allievo del Serpotta: due grandi angeli nel presbiterio e otto figure allegoriche, tra cui Religione, Fede, Pazienza, Carità e Speranza. Sull'altare maggiore c'è la Trasfigurazione di Carlo Brunetti, del 1759-1760, autore anche degli affreschi della volta; sugli altari laterali l'Estasi di santa Teresa e l'Assunzione, attribuite a Pietro Novelli.
Tra le opere spicca la custodia eucaristica, un altorilievo in marmo alto circa quattro metri scolpito da Antonino Gagini e completato da Baldassare Massa tra il 1557 e il 1558, su incarico della badessa Margherita de Montesa: il ciborio tra quattro angeli inginocchiati, il Crocifisso, scene della Passione e gli stemmi di Alcamo e della badessa; nel 1558 la dorò Giovan Leonardo Bagolino. C'è anche un San Benedetto in marmo di Antonino Gagini del 1545.
La visita
Il monastero accolse monache di famiglie nobili, che realizzavano oggetti di smaltoplastica e ceroplastica; soppresso nel 1906, ospita oggi l'istituto comprensivo Pietro Maria Rocca. Nella chiesa il coro Jacopone da Todi tiene attività di canto sacro, di solito la domenica pomeriggio e il mercoledì sera: orari da verificare.
Il consiglio della redazione
Nel 1981 furono rubati gli ovali dell'Annunciazione di Baldassare Massa e due altorilievi; un comitato di cittadini li ricomprò all'asta da Sotheby's a Londra nel 1994, tranne l'ovale della Madonna.




