L'abbazia dei Santi Salvatore e Lorenzo, detta Badia a Settimo, è un complesso abbaziale fortificato nel comune di Scandicci, vicino a Firenze. Era una delle cinque abbazie poste come ai punti cardinali della città: la Badia Fiesolana a nord, Settimo a ovest, San Miniato a sud, Ripoli a est e la Badia Fiorentina al centro. Nel 1004 i conti Cadolingi chiamarono qui i benedettini cluniacensi a fondare un'abbazia accanto a un oratorio di San Salvatore già esistente.
Cosa vedere
La storia dell'abbazia è ricca di episodi: il 13 febbraio 1068, davanti alla chiesa, Pietro Igneo affrontò la famosa prova del fuoco per dimostrare la corruzione del vescovo Pietro Mezzabarba; dal 1236, per ordine di papa Gregorio IX, vi si insediarono i cistercensi di San Galgano, che la ampliarono e nel 1378 la fortificarono. Nella facciata a salienti si leggono le varie fasi: romanica nel paramento di calcare, pietraforte e serpentino, gotica nel rosone, rinascimentale nei portali. Il campanile, a base circolare che prosegue esagonale, porta una lapide del 1210; abbattuto nel 1944, fu ricostruito com'era nel 1957.
L'interno, a tre navate, ha oggi un aspetto seicentesco. Ci sono il Martirio di san Lorenzo di Domenico Buti del 1574, il sarcofago delle contesse cadolinge Cilla e Gasdia, morte nel 1096, esempio di romanico fiorentino, e il tabernacolo di Giuliano da Maiano del 1441. La cappella maggiore ha un fregio in terracotta invetriata di Benedetto Buglioni con testine di cherubini; degli affreschi dipinti da Domenico Ghirlandaio nel 1487 restano due tondi con l'Arcangelo Gabriele e l'Annunziata. L'altare maggiore, consacrato nel 1639, è in commesso di pietre dure.
La visita
L'abbazia è a Badia a Settimo, nel comune di Scandicci. Orari e visite vanno verificati con la parrocchia.
Il consiglio della redazione
Dal 1946 l'abbazia custodisce le ossa del poeta Dino Campana, che passò gli ultimi anni della sua vita nella vicina villa di Castelpulci.


