Baccalà alla Vicentina
Stoccafisso, latte, olio e acciughe, cotto per ore a fuoco bassissimo: il baccalà alla vicentina arrivò dalla Norvegia con un naufragio nel 1432.
Leggi la scheda →Il penultimo fine settimana di settembre circa duecentocinquanta bovini scendono dalla montagna alla pianura, e il paese ne fa una festa. La mandria parte il sabato da una malga della Marcesina, a Enego, sull'altopiano dei Sette Comuni; passa per Gallio e si ferma la sera a Conco. La domenica mattina riprende la discesa, attraversa Marostica, Nove e una frazione di Pozzoleone, e fa sosta a Poianella, dove le vacche più anziane vengono addobbate. Poi la mandria sfila per le vie di Bressanvido. Non è una rievocazione: è la transumanza, fatta a piedi come si è sempre fatta. Lo stemma comunale, del resto, è diviso a metà fra la storia e l'economia, e dalla parte dell'economia, sotto una spiga di frumento e una pannocchia di mais, c'è un bue dorato in mezzo a un prato.
Il nome Bressanvido compare per la prima volta in un documento del 983, fatto redigere dal vescovo di Vicenza Rodolfo, che donava un importante possedimento — con le cappelle che ne dipendevano — ai monaci benedettini dell'abbazia dei Santi Felice e Fortunato: in braydo S. Viti curtes quator cum plebe et capellis. Stranamente, in quell'elenco compare anche la pieve; ma una pieve comportava una giurisdizione ecclesiastica che normalmente spettava al vescovo, e da quella riga nacquero, nei secoli successivi, le liti fra l'abbazia e la diocesi. I monaci rimasero fino al 1806, quando cominciò la requisizione dei beni ecclesiastici voluta da Napoleone, e la croce rossa sullo stemma sta per loro. Braido, intanto, vuol dire fondo rustico; la frazione di Poianella, che ha più abitanti del capoluogo, è registrata per la prima volta nel 1261, e il suo nome verrebbe da una parola slava che significa prato paludoso — il che torna, perché qui la falda sta a pochi centimetri dalla superficie e le risorgive sono così tante da avere un comitato tutto loro. Nel giugno del 1918, infine, a Poianella si insediò una sezione aerea, e altri reparti la seguirono fino alla fine della guerra.
Stoccafisso, latte, olio e acciughe, cotto per ore a fuoco bassissimo: il baccalà alla vicentina arrivò dalla Norvegia con un naufragio nel 1432.
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Fuori da Bressanvido, ma a portata di gita.