La chiesa dello Spirito Santo, a Sant'Antimo, nasce dalla confraternita che porta lo stesso nome, fondata nel 1559 nella chiesa dell'Annunziata. I primi anni furono difficili per i contrasti con il rettore della parrocchia, finché i confratelli si appellarono al papa: con un provvedimento del 1° ottobre 1578 Gregorio XIII riconobbe la confraternita e la sua piena autonomia nella gestione dei beni. Il sodalizio univa le pratiche religiose all'impegno verso i poveri e gli ammalati. In seguito il giuspatronato della chiesa passò all'università, cioè al comune, che ogni anno ne eleggeva gli amministratori. L'oratorio delle origini corrisponde al presbiterio e alla sagrestia di oggi.
Cosa vedere
La chiesa dà sulla piazza che ne porta il nome, dove si incontrano via Libertà, via Lava e via S. Russo. La facciata è del Seicento, a due ordini sovrapposti su uno zoccolo di piperno. Di piperno è anche il portale, tra due mezze paraste ioniche, con un timpano spezzato al cui centro si apre un'edicola: i restauri recenti vi hanno riportato alla luce un affresco della Pentecoste. Nel cartiglio sopra l'edicola è incisa la data del 1723, quella dei lavori in stucco. In cima alla facciata un gruppo di stucco mostra il simbolo della chiesa: una colomba sorretta da tre serafini, da cui partono fasci di luce.
L'interno è a croce latina, con tre navate, cappelle laterali e un ampio transetto. Deve l'aspetto di oggi ai lavori del primo Settecento, resi necessari dai terremoti: li progettò l'architetto Antonino Notarnicola e li eseguì dal 1720 Vincenzo Pomaro. All'incrocio con il transetto si alza la cupola circolare, su un alto tamburo, con i quattro evangelisti nelle vele. Sotto sta l'altare maggiore, di marmi pregiati con inserti di lapislazzuli e decorazioni di rame dorato.
La visita
Dopo il terremoto del 1980 la chiesa rimase inagibile fino al 2009; poi è stata consolidata e restaurata. Orari di apertura e delle funzioni vanno verificati sul posto.
Il consiglio della redazione
L'altare maggiore che vedete è in buona parte un recupero: il 4 dicembre 1989 un furto e atti di vandalismo lo ridussero quasi al solo scheletro di muratura. Gran parte degli elementi originali fu ritrovata, e il restauro gli ha restituito quasi del tutto l'aspetto di prima; anche la balaustra del presbiterio è stata in parte ricostruita.
