La cosiddetta Villa Augustea, o Villa di Augusto, è un complesso di strutture romane in località Starza della Regina, a Somma Vesuviana, sulle falde settentrionali del Somma-Vesuvio. Il nome viene dalla possibilità che gli edifici facessero parte di una proprietà della famiglia di Ottaviano Augusto, che secondo le fonti antiche morì nei dintorni di Nola. Le prime indagini sono degli anni Trenta del Novecento, dopo la scoperta fortuita di un grande nucleo di muratura che intralciava la piantumazione di alberi; le strutture furono poi abbandonate e a poco a poco interrate. Dal 2002 nel sito scava l'Università di Tokyo, in collaborazione con altri istituti di ricerca italiani e stranieri.
Cosa vedere
Gli scavi, ancora in corso, stanno riportando alla luce un grande complesso disposto su terrazze, sepolto in età tardoantica da due eruzioni avvenute tra il 472 e gli inizi del VI secolo. Le strutture si dispongono intorno a una grande esedra poligonale di tufo e laterizi, con il pavimento a mosaico bianco e le pareti rivestite di intonaci e stucchi dipinti. A nord la chiude un colonnato corinzio; la attraversa una struttura monumentale ad arcate ribassate, su pilastri di blocchi di lava, con cornici e architravi di calcare bianco. Ai lati corrono muri con nicchie, che in origine erano ornate da statue; intorno ci sono altri ambienti, tra cui due aule absidate decorate con mosaici e affreschi.
Questo complesso non è dell'età di Augusto: i dati di scavo dicono che è più tardo e che fu occupato, con varie trasformazioni, fino alla seconda metà del V secolo; forse era il vestibolo di una grande villa. Ma nella campagna del 2023 lo scavo è sceso in un ambiente più antico, le cui pareti risultano demolite tutte allo stesso livello da un evento vulcanico improvviso: le analisi al radiocarbonio lo hanno collegato all'eruzione del 79 d.C., e l'edificio a cui l'ambiente appartiene esisteva dunque già prima. Aveva un sistema di riscaldamento complesso, con almeno quattro prefurni.
La visita
È un'area di scavo ancora attiva: se e quando sia aperta ai visitatori va verificato con il Comune di Somma Vesuviana prima di andare.
Il consiglio della redazione
Una parte dei reperti, soprattutto frammenti di sculture, non è qui: è esposta o depositata al Museo archeologico di Nola, che conviene mettere nello stesso giro.




