L'abbazia di Montecassino è un monastero benedettino sulla cima del monte che domina Cassino, a 516 metri sul livello del mare. La fondò san Benedetto da Norcia nel 529, sul luogo di un tempio di Apollo, ed è la prima casa dell'ordine: per questa comunità fu scritta la Regola. La sua storia è una serie di distruzioni e di ricostruzioni. I Longobardi la distrussero una prima volta nel VI secolo, i Saraceni una seconda nell'883; rifondata nel 949, fu ricostruita per intero a fine XI secolo dall'abate Desiderio, il futuro papa Vittore III, che fece venire mosaicisti da Costantinopoli. La abbatté poi il terremoto del 1349. Il 15 febbraio 1944, durante la battaglia di Cassino, un bombardamento alleato la rase di nuovo al suolo; l'archivio e i documenti più preziosi erano stati messi in salvo. La ricostruzione ha voluto riprodurre con esattezza le architetture distrutte, e nel 1964 papa Paolo VI ha consacrato la nuova chiesa abbaziale.
Cosa vedere
Si entra dal chiostro d'ingresso, nell'area dove sorgeva il tempio di Apollo, che san Benedetto trasformò in oratorio: al centro del giardino c'è un gruppo di bronzo con la morte del santo, del 1952, opera di Attilio Selva e dono del cancelliere tedesco Konrad Adenauer. Segue il chiostro detto del Bramante, rinascimentale, costruito nel 1595, con una cisterna ottagonale al centro e la Loggia del Paradiso affacciata sulla valle del Liri; ai piedi della scalinata stanno le statue di san Benedetto e di santa Scolastica.
Più su c'è il chiostro dei Benefattori, del 1513, disegnato con ogni probabilità da Antonio da Sangallo il Giovane: lungo i lati sono allineate le statue di papi e sovrani che nei secoli protessero l'abbazia, da Gregorio Magno a Carlo Magno. Da qui si entra nella chiesa abbaziale, dove sono le tombe di san Benedetto e della sorella santa Scolastica. La biblioteca custodisce, tra migliaia di volumi antichi, i placiti cassinesi, tra i primi documenti in volgare.
La visita
Montecassino è un monastero abitato: orari di apertura, museo e regole di accesso vanno verificati con l'abbazia prima di salire.
Il consiglio della redazione
Guardando la chiesa, tenete presente che le pitture che la decoravano non ci sono più. Negli anni Ottanta del Novecento l'abate commissionò allora una serie di affreschi a Pietro Annigoni, che vi lavorò con alcuni allievi.






