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Bagni greci di Gela

📍 Gela, Sicilia · 44/100

I bagni greci di Gela sono uno stabilimento termale di epoca ellenistica, del IV secolo a.C., nel quartiere di Caposoprano, in via Europa, vicino al Centro Servizi alla Persona «Antonietta Aldisio». Le fonti lo considerano il più antico esempio di bagni pubblici finora rinvenuto in Italia; fu distrutto da un grande incendio nel 282 a.C., dopo la conquista della città da parte del tiranno Finzia.

Cosa vedere

Il complesso ha due ambienti, in origine separati da una parete di mattoni di argilla cruda intonacata e coperti da un tetto di tegole di terracotta. Il primo, a nord-ovest, ha due gruppi di vasche disposte a raggiera attorno a uno spazio centrale e collegate a un condotto di scarico. Il primo gruppo contava in origine quattordici vasche «a sedile», di tipo greco, di cui oggi restano dodici, disposte a ferro di cavallo attorno a un pavimento di lastre quadrate di terracotta: sotto ciascuna c'è una concavità emisferica per poggiare i piedi o per svuotarla, perché non ha fori di scarico e andava vuotata a mano. Le vasche delle file rettilinee sono di conglomerato cementizio ricoperto di intonaco bianco; quelle del tratto occidentale sono di terracotta e portatili, forse appartenenti a un complesso più antico poi trasformato. Il secondo gruppo, di ventidue vasche disposte in cerchio, è mutilo della metà posteriore, forse per una mancata conclusione dei lavori.

Il secondo ambiente, a est, ha un sistema di riscaldamento con una cameretta a due corridoi sotterranei, nei quali avveniva la combustione: il pavimento dell'ambiente superiore poggiava sulle pareti del vano sottostante, creando un ipocausto che faceva da sauna. È il più antico sistema di riscaldamento conservato fra i bagni greci finora trovati. L'impianto fu scoperto alla fine di febbraio del 1957 e datato tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. grazie a unguentari, oscillum, anfore e monete di età timoleontea trovati sul pavimento; il grande strato di terriccio e cenere che lo copriva ha permesso di collegarne la fine a un violento incendio, con ogni probabilità la distruzione di Gela da parte di Finzia.

La visita

I bagni sono in via Europa, nel quartiere di Caposoprano, vicino al Centro Servizi alla Persona «Antonietta Aldisio». Le fonti consultate non dicono se il sito sia visitabile né con quali orari: conviene chiedere informazioni al Comune di Gela o alla Soprintendenza prima di andare.

Il consiglio della redazione

Nel 2012 poco più a sud è stato trovato un secondo complesso termale ellenistico, a rotonda, di circa 4 metri di diametro, con vasche a semicupio disposte in cerchio attorno a un pavimento decorato con un mosaico di ciottoli colorati che raffigura una nereide su un ketos, conservato in poco più di un quarto della sua misura originale. Le decorazioni raffinate e la vista sul mare fanno pensare a una clientela selezionata, mentre il complesso del 1957 sarebbe stato frequentato da un pubblico più ordinario.

Cosa fare qui: tour, biglietti ed esperienze

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