Le Salinelle di Paternò sono un'area geologica e naturalistica dove dal terreno escono acqua salata, fango e gas, formando piccoli vulcani di fango. Nel 2016 la Regione Siciliana le ha riconosciute come geosito e inserite nel «Sistema delle Salinelle del Monte Etna». Oltre ad acqua e fango emettono soprattutto anidride carbonica, con azoto, metano, idrogeno, acido solfidrico, elio e tracce oleose di idrocarburi; la loro attività sembra legata al degassamento del bacino magmatico che originò il vulcanetto di Paternò, cioè la collina della città.
Cosa vedere
I siti sono tre. Le Salinelle dei Cappuccini, o dello Stadio, all'estrema periferia nord-occidentale, sono le più estese, circa trentamila metri quadrati, e le più attive: un terreno argilloso senza vegetazione, il cui aspetto cambia con il tempo; prendono il nome dalla chiesa dei Cappuccini che vi sorse tra il 1556 e il 1596, poi abbandonata per l'aria malsana. Le Salinelle del Fiume sono sulla sponda sinistra del Simeto, vicino a Passo d'Ipsi, tre chilometri a ovest dell'abitato, con acque che risalgono a 50-60 gradi e piccoli vulcanetti che nascono e si spengono anche nel giro di pochi giorni. Le Salinelle di San Biagio-Belpasso, in contrada Vallone Salato, sono più piccole e difficili da raggiungere, ma hanno vulcanetti attivi di buone dimensioni e un fango ricco di tracce oleose.
Secondo esami radiometrici si sarebbero formate nel VI millennio a.C., e scavi recenti hanno trovato ceramiche neolitiche lavorate con il loro fango. Ne parlò già Diodoro Siculo; i Romani le usarono come stazione termale e gli Arabi sfruttarono i fanghi per vari scopi. Dal 1736 sono state studiate da molti scienziati, a partire dal medico paternese Vincenzo Chisari, e le fasi più intense si ebbero nel 1866, nel 1878, nel 1953 e nel 1956.
La visita
Sono aree all'aperto, su terreno argilloso e fangoso: le condizioni di accesso ai singoli siti vanno verificate prima.
Il consiglio della redazione
In passato i fanghi delle Salinelle si usavano per curare i dolori reumatici, sia nelle persone sia negli animali.

