La chiesa di Santa Maria della Valle di Josaphat, detta anche chiesa della Gancia, sorge sul colle di Paternò, poco lontano dal castello normanno. Fu voluta dalla contessa Adelasia del Vasto, moglie del Gran Conte Ruggero, e donata all'ordine di Santa Maria di Valle Josaphat, da cui prende il nome: i normanni favorivano i monasteri benedettini di rito latino a scapito di quelli basiliani. Oltre che luogo di culto fu anche una fortezza, costruita dopo la rivolta di Catania del 1085 guidata dall'arabo Benavert.
Cosa vedere
All'inizio del XII secolo il vescovo di Catania Ansgerio la elevò a priorato, e il 30 settembre 1114 le concesse l'esenzione dalla giurisdizione vescovile; la chiesa fu consacrata nel 1123, e i benedettini vi costruirono accanto il monastero. Con le donazioni di Adelasia, del fratello Enrico conte di Paternò e dei re di Sicilia l'abbazia divenne ricca, e commerciava perfino con l'Oriente dal porto di Messina. Nel 1445 fu aggregata al monastero di San Nicolò l'Arena di Catania. Il nome Gancia viene da «grangia»: qui si raccoglievano i prodotti dei possedimenti del monastero, destinati agli altri conventi dell'ordine o alla Terra Santa.
L'edificio, semplice ma massiccio, mostra ancora la sua doppia funzione militare e religiosa; lo stile è gotico chiaramontano, frutto di lavori del Trecento. La facciata ha un portale ad arco acuto con una finestra rettangolare sopra, il campanile a sinistra e la merlatura in cima; sul fianco c'è un portale murato. L'interno è un'unica navata rettangolare con soffitto a capriate di legno, e il presbiterio, che fuori corrisponde al torrione merlato, è coperto da una volta a crociera. Restano tele del Seicento con l'Apoteosi di san Benedetto, il Martirio di santa Barbara, l'Assunta e San Giovanni Battista, un crocifisso ligneo del tardo Cinquecento e un bassorilievo del Quattrocento con l'insegna dell'abate di San Nicolò l'Arena.
La visita
Dal 1951 la chiesa è dedicata all'Assunta, ed è stata restaurata tra la fine del Novecento e l'inizio del Duemila. Orari di apertura vanno verificati sul posto.
Il consiglio della redazione
Nei locali del convento accanto, dopo il 1866, fu trasferito l'ospedale Santissimo Salvatore; oggi l'edificio è il Palazzo delle Arti, museo civico d'arte.





