🏰 Castelli e palazzi

Palazzo Butera

📍 Bagheria, Sicilia · 43/100

Palazzo Butera, detto anche Palazzo Butera-Branciforti o Villa Butera e popolarmente «U Palazzu», è la più antica delle ville di Bagheria. Fu costruito nel 1658 da Giuseppe Branciforti, principe di Pietraperzia e Leonforte, sul sito di una precedente masseria.

Cosa vedere

La villa fu concepita come dimora lontana dalla corte palermitana, di cui il Branciforti aveva aspirato invano a diventare il reggente. Per questo, sul portone d'ingresso della torre merlata attraverso cui si accede al palazzo, rivolta a occidente verso Palermo, il principe fece scolpire «O corte a Dio», cioè un addio alla corte. Sullo stesso fronte, sul portale, campeggia un'epigrafe in marmo in versi: vi ricorda le fatiche spese al servizio del Re e, vedovo e padre, dice di piangere tra le campagne solitarie. Sul lato orientale, sopra la porta principale, un'altra epigrafe cita un sonetto di Miguel de Cervantes tratto dalla «Galatea», e sopra ancora un'iscrizione latina ricorda che Giuseppe Branciforti, principe di Pietraperzia e Leonforte, conte di Raccuja e cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro, costruì questa dimora.

Il prospetto settentrionale è opera di Giovanni Giglio (1769). La cosiddetta Certosa, posta come fondale della villa, fu progettata da Vincenzo Fiorelli nel 1797: è un edificio neoclassico con portico colonnato e celle interne che, fino alla metà del Novecento, contenevano statue a grandezza naturale in paglia e stoppa, con il volto in cera, di personaggi celebri dell'epoca in abito di monaci certosini. L'idea di riunirle fu di Ercole Michele Branciforti, principe di Butera. Al piano superiore, con una scala a chiocciola e decorazioni murali di Giuseppe Velasquez, un tempo si trovavano le statue di un sacrestano e di un monaco che suona una campanella. Nel 1889 la principessa Sofia di Trabia affidò la villa alle Figlie della Carità, che la trasformarono in asilo infantile.

La visita

Il palazzo si trova a Bagheria. Secondo le fonti consultate è oggi sede del Comune; le parti aperte al pubblico, gli orari e le modalità di visita vanno verificati.

Il consiglio della redazione

Nelle celle della Certosa erano rappresentati, tra gli altri, uno schiavo moro che serviva il pranzo all'ammiraglio Orazio Nelson e alla regina Maria Carolina, i protagonisti del melodramma «Adelaide e Comingio» di Giovanni Pacini (1817) e il re Ferdinando I di Borbone, che durante una visita, vedendo il proprio ritratto statuario, ne rimase molto divertito. Da non confondere con il Palazzo Butera di Palermo, nel quartiere della Kalsa, sul Foro Italico: appartenne ai discendenti dei Branciforte fino al 2015 ed è aperto al pubblico come museo dal 2021.

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