⛪ Chiese e santuari

Chiesa di Maria Santissima Assunta in Cielo

📍 Gela, Sicilia · 44/100

La chiesa di Maria Santissima Assunta in Cielo, più nota come Chiesa Madre, è il principale luogo di culto cattolico di Gela. Si affaccia su piazza Umberto I e fu costruita demolendo la chiesa duecentesca di Santa Maria de Platea, ormai pericolante, anche a causa del terremoto del 1693.

Cosa vedere

Il luogo ha una storia molto antica: la chiesa di Santa Maria de Platea, del XIII-XIV secolo, sorgeva sulle fondamenta di un tempio greco del VI-V secolo a.C., probabilmente dedicato a Era. I lavori per l'attuale chiesa cominciarono il 23 gennaio 1766 e finirono nel 1799; il nuovo campanile, del 1837, fu finanziato dal parroco Luigi Mallia dei marchesi di Torreforte su progetto di Emanuele Di Bartolo, e nel 1844 fu aggiunta la facciata neoclassica in arenaria di Giuseppe Di Bartolo Morselli. La facciata, ispirata agli antichi templi greci, ha colonne doriche nel primo ordine e ioniche nel secondo, un fregio dorico con metope e triglifi e un timpano con uno stemma mariano; sopra le navate laterali ci sono le statue della Fede e della Speranza. Alla base del pilastro d'angolo sinistro si vede un rudere di colonna scanalata, probabilmente preso dall'acropoli di Gela. La cupola semisferica poggia su un tamburo ottagonale con quattro finestre.

L'interno, ampio e luminoso, è a croce latina con schema basilicale, a tre navate separate da pilastri e arcate neoclassiche decorate in oro zecchino, con la cupola all'incrocio dei bracci. Nell'abside l'altare cubico è ricavato da una grossa pietra locale del quartiere di Settefarine, consacrato il 21 marzo 1996, e la tela con l'Assunzione di Maria è di Giuseppe Tresca, del 1786. Nella navata sinistra la cappella della Passione ospita le statue lignee dell'Addolorata e del Cristo Morto usate nella Settimana Santa, e un'altra cappella custodisce l'icona bizantina della Madonna dell'Alemanna, patrona della città; nella destra la cappella del Santissimo Sacramento ha un crocifisso del XVII secolo e un'icona lignea della Madonna con il Bambino databile al XIV secolo. Ci sono anche pale attribuibili a Francesco e Giuseppe Vaccaro, Deodato Guinaccia, Giuseppe Tresca e Giuseppe Barone.

La visita

La chiesa è in piazza Umberto I, a Gela. Il restauro più recente, concluso nel 2025, ha interessato la torre campanaria e la facciata: l'arenaria è stata ripulita e i portali sono tornati al colore originario, il verde vagone. Orari di apertura e modalità di visita non risultano dalle fonti consultate: vanno verificati con la parrocchia, che ha un sito ufficiale.

Il consiglio della redazione

Il Venerdì Santo a Gela si canta «u lamentu», un triste canto dialettale eseguito da anziane donne e accompagnato da un tamburo nella quiete della via Crucis. Il simulacro ligneo del Cristo, posto sulla croce in piazza Calvario, torna poi in processione alla Chiesa Madre.

Cosa fare qui: tour, biglietti ed esperienze

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