La chiesa del Santissimo Salvatore è nella parte nord-orientale del centro storico di Paternò, a ridosso della città moderna, e dà il nome al quartiere. Fu costruita nella prima metà del Seicento nella parte bassa della città per opera della Congregazione del Santissimo Salvatore, che nel 1632 ottenne dall'arcidiocesi di Catania il permesso di celebrare messe davanti all'altare con il quadro della Purificazione. Dopo il 1790, con le offerte dei fedeli, fu restaurata, e verso la seconda metà dell'Ottocento, completata, ricevette la benedizione.
Cosa vedere
Nel 1873 vi si stabilirono i frati francescani del convento sul colle, confiscato dallo Stato con le leggi del 1866, che la ressero fino al 1904; divenne chiesa autonoma nel 1927 e parrocchia nel 1954. La facciata neoclassica, a capanna scandita da lesene, è semplice: un portale rettangolare con bordi in pietra lavica e sopra una finestra. L'interno è un'unica aula ottagonale coperta a volta, con presbiterio absidato e vestibolo; l'altare maggiore, in origine di legno intarsiato, fu rifatto in marmo nei restauri del 1965, con il contributo di Michelangelo Virgillito.
I quattro altari laterali sono dedicati alla Madonna delle Grazie, alle Anime del Purgatorio, al Santissimo Crocifisso e a sant'Antonio di Padova. Il campanile, sul lato destro, ha due campane grandi e due piccole, del Settecento e dell'Ottocento.
La visita
Orari di apertura vanno verificati con la parrocchia.
Il consiglio della redazione
La statua lignea di sant'Antonio di Padova, sul primo altare a destra, fu portata qui dal vecchio convento francescano sulla collina dopo il crollo del suo tetto, nel 1904.


