La chiesa di San Domenico, detta anche chiesa del Rosario, è nel pieno centro storico di Paternò, sul lato orientale di piazza Indipendenza. Fu costruita nel 1562 nella parte bassa della città, accanto al convento dei domenicani fondato nel 1524 e intitolato a san Tommaso d'Aquino, e fu dedicata sia all'Aquinate sia a san Domenico. Dopo la battaglia di Lepanto del 1571, la cui vittoria papa Pio V attribuì alla protezione della Madonna, prese anche il titolo del Santissimo Rosario; nel 1574 nacque la confraternita del Rosario, che nel 1576 vi costruì la sua cappella.
Cosa vedere
Dal 1605 all'Ottocento nelle cripte della chiesa furono sepolte migliaia di persone, adulti e bambini. Il convento, elevato a priorato nel 1686, fu soppresso e confiscato nel 1866; la chiesa rimase aperta, e nel 1873 ebbe la facciata attuale, neoclassica, in conci di pietra bianca di Siracusa, con due coppie di paraste ai lati dell'alto portale e un coronamento con un fregio barocco che regge le campane tra due pinnacoli. Divenne parrocchia nel 1922.
L'interno è a navata unica con volta a botte e presbiterio rialzato con abside semicircolare, secondo lo schema degli ordini predicatori dopo la Controriforma; la volta ha affreschi del pittore contemporaneo Mario Privitera. Tra le tele, in gran parte del Settecento, ci sono un San Vincenzo Ferreri datato 1731, un San Domenico circondato da episodi della sua vita del paternese Carmelo Pappalardo, datato 1633, e un San Biagio di Vincenzo Avola; c'è anche una statua in legno e pastiglia di San Vincenzo che predica, attribuibile a un plasticatore napoletano del tardo Settecento.
La visita
La chiesa è in piazza Indipendenza, dal lato opposto rispetto all'ex monastero della Santissima Annunziata. Orari di apertura vanno verificati con la parrocchia.
Il consiglio della redazione
Da destra si entra nella cappella seicentesca della Confraternita di Gesù Bambino, oggi sacrestia: ha una cancellata in ferro battuto, un altare di marmo del 1616 e sul soffitto un affresco del 1759 con l'Adorazione dei Magi.



