La chiesa di Santa Caterina d'Alessandria occupa l'estremità meridionale di un grande isolato ai piedi della collina storica di Paternò, vicino alla chiesa di Santa Barbara e all'ex monastero della Santissima Annunziata. Fu costruita tra il 1725 e il 1730 al posto di un edificio della metà del Cinquecento, danneggiato dal terremoto del 1693, che era sede della confraternita omonima fin dalla sua nascita nel 1574. I lavori furono pagati dal sacerdote Giacinto Giglio, allora governatore della confraternita, e la chiesa fu consacrata il 6 ottobre 1730.
Cosa vedere
Verso la metà del Settecento furono costruiti la facciata e il campanile; gli altari in marmo sono del 1774-1792 e il pavimento a intarsi marmorei del 1803-1804. La facciata poggia su un alto basamento di conci squadrati di basalto ed è divisa in tre fasce da quattro lesene tuscaniche: al centro il portale, sormontato da una finestra con timpano triangolare, a sinistra la cella campanaria aperta da quattro monofore e chiusa da una cupoletta a base ottagonale dal profilo sinuoso. Una scalinata di gradini di varia forma raccorda la chiesa alla strada.
L'aula è ottagonale, ma con un marcato orientamento longitudinale, e la copre una volta a padiglione divisa in otto spicchi, con al centro un medaglione con l'Agnus Dei. Quattro lati dell'ottagono accolgono altari, e quello maggiore, più grande e in materiali pregiati, poggia su una piattaforma rialzata. Al centro del vestibolo una doppia lapide chiude l'ingresso alla cripta, dove un tempo venivano sepolti i confratelli.
La visita
Danneggiata dai bombardamenti dell'estate del 1943 e di nuovo dai terremoti del 2002, la chiesa è stata restaurata e riaperta al culto il 10 maggio 2011. Orari di apertura vanno verificati sul posto.
Il consiglio della redazione
La chiesa ospita anche il culto dei santi Alfio, Filadelfo e Cirino, documentato qui dal 1632.




