Il complesso di San Francesco alla Collina è un ex convento francescano sulla collina storica di Paternò. Le sue origini risalgono al 1086, quando il Gran Conte Ruggero vi fece costruire una chiesa in onore di san Giorgio, probabilmente di dimensioni modeste; nel 1114 Ruggero II ne fece una cappella regia, e nel 1196 fu ceduta ai monaci benedettini.
Cosa vedere
Dopo la morte di Federico III d'Aragona il complesso rimase alla regina Eleonora d'Angiò, che alla sua morte, nel 1343, lo lasciò ai francescani: ottenuta nel 1346 l'autorizzazione di papa Clemente VI, i frati demolirono le vecchie case e costruirono il nuovo convento. Per molti anni il convento prosperò grazie ai Moncada, ma il terremoto del 1693 lo danneggiò gravemente, facendo crollare l'ala est, e fu abbandonato; l'ala sud conservò il tetto fino al 1915, mentre il tetto a capanna della chiesa crollò nel 1904 per il degrado dei materiali.
Nel 1906 il complesso fu venduto al barone Cara Zuccaro, che con i contributi della Soprintendenza avviò la ricostruzione per fare della chiesa una cappella di famiglia: credendo che fosse il palazzo dei re aragonesi, fece eseguire interventi che ne alterarono l'aspetto originario. Dopo un nuovo abbandono, negli anni Venti il ministero della Pubblica Istruzione prese sotto tutela il complesso, e tra gli anni Quaranta e gli anni Novanta i restauri hanno salvato la chiesa e una parte delle mura del convento.
La visita
La chiesa restaurata è usata di tanto in tanto per conferenze e mostre, mentre i resti del convento sono chiusi al pubblico; nel 2009 sono cominciati altri lavori sull'ala principale, per destinarla a mostre e convegni. Le aperture vanno verificate prima.
Il consiglio della redazione
Parte dei libri rimasti nel convento abbandonato è confluita nella biblioteca comunale Giovanni Battista Nicolosi, istituita nel 1926 e oggi nell'ex monastero della Santissima Annunziata.




