La chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani è nel centro storico di Empoli. I frati agostiniani si trasferirono dentro le mura nel 1367 e cominciarono subito a costruire la chiesa, disposta parallela all'attuale via de' Neri: per questo non ha una facciata aperta su una piazza. Fu terminata probabilmente nel 1432, anno della morte del priore Michele da Firenze, che si era molto speso per la costruzione ed è ricordato all'interno da un sepolcro terragno. Con la soppressione del 1808 i frati se ne andarono e il convento diventò una scuola.
Cosa vedere
All'esterno la chiesa è un lungo fianco con le tracce delle antiche finestre gotiche; il portale tardo-trecentesco, in fondo a via Santo Stefano, porta direttamente nel transetto sinistro. L'interno è diviso in tre navate da massicci pilastri con alti archi gotici, con cinque cappelle a destra, quattro a sinistra e tre cappelle absidali; due grandi oratori, comunicanti con la chiesa, erano la sede delle compagnie della Croce e della Santissima Annunziata.
Nella prima cappella a destra Masolino dipinse le Storie della Vera Croce, per le quali fu pagato nel 1424: ne restano frammenti nella parte bassa delle pareti, con logge in prospettiva e un ripostiglio dipinto con ampolle e libri, e le sinopie, che permettono di leggere in parte il ciclo. Nel transetto destro si vedono ancora la lunetta di Masolino con la Madonna col Bambino tra angeli, sopra la porta della sagrestia, e l'affresco detto Sant'Ivo e i pupilli. La cappella della Maddalena conserva storie della santa di Stefano d'Antonio, collaboratore di Bicci di Lorenzo.
La visita
Nel 1944 i tedeschi in ritirata fecero saltare il campanile seicentesco, alto 46 metri, che crollò sulla chiesa e sull'antico teatro Salvini, distruggendo gran parte degli affreschi di Masolino; la torre non fu più ricostruita. Oggi la chiesa è di nuovo aperta al culto, mentre gli spazi del convento, del Comune, ospitano mostre e servizi della biblioteca accanto. La visita è collegata a quella del museo della Collegiata; orari da verificare.
Il consiglio della redazione
Per l'altare dell'oratorio della Compagnia della Croce il Cigoli dipinse una Deposizione, che oggi è a Palazzo Pitti a Firenze: in chiesa ne resta una copia di Anton Domenico Gabbiani, fatta ai tempi del granduca Ferdinando II.
